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La violenza di genere che colpisce le donne lesbiche, bisex, con disabilità e le persone trans, ha un suo linguaggio e una sua specificità che non sempre viene presa in considerazione. Intorno a questa idea di fondo, ruota il progetto Femminili Plurali Irregolari - finanziato ai sensi dell'Avviso per il finanziamento di progetti volti alla prevenzione e contrasto alla violenza alle donne anche in attuazione della convezione di Istanbul G.U. N. 171 del 24/7/2017 – Lettera F e promosso da Arcigay in collaborazione con La Cicloide e ArtsMedia - che nella sua fase strategica, fa tappa ad Arezzo. 

Sabato 7 settembre dalle 14.00 alle 18.00 presso il Centro Antidiscriminazioni "Onda d’Urto" di Villa Severi si terrà, infatti, il primo dei 3 focus group di co-costruzione dal basso dei contenuti che daranno vita ad una campagna di comunicazione nazionale targata Arcigay, che avrà l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica ed accendere i riflettori proprio sulla violenza di genere che colpisce le donne lesbiche, bisex, con disabilità e le persone trans, un tema che è ancora tabù.

“Le donne che non si conformano alle aspettative sociali e culturali legate ad un modello etero-normativo, sessista e genderista di sessualità, sono maggiormente esposte a processi di stereotipizzazione, pregiudizio, stigmatizzazione e discriminazione che sfociano in diverse forme di violenza (verbale, fisica, diretta, indiretta, vittimizzazione primaria e secondaria, etc.) - dichiara Natascia Maesi Responsabile Politiche di Genere e Formazione di Arcigay e coordinatrice del progetto - mi riferisco alle donne lesbiche e bisessuali, il cui orientamento sessuale non si inscrive all’interno del paradigma eterosessista fondato su un modello di “eterosessualità obbligatoria”; alle donne transessuali/transgender e agli uomini trans, la cui identità di genere non si conforma al sesso di nascita; alle donne con disabilità che non soddisfano l’attesa socio-culturale legata alla performatività dei corpi. Su di loro si compie una violenza di genere che ha codici basati su stereotipi, pregiudizi, cliché, bias presenti e nascosti nei processi di comunicazione sociale. Imparare a riconoscerli per de-costruirli ci permette di smontare rappresentazioni e modelli culturali che opprimono prima di tutto le donne”.

Il Comitato Arcigay Arezzo “Chimera Arcobaleno” è uno dei motori dell’iniziativa e ospiterà l’evento anche nella fase di sintesi (domenica 8 settembre nella sua sede presso Arci). “Abbiamo aderito con entusiasmo a Femminili Plurali Irregolari fin dalla prima ora - spiega Veronica Vasarri presidentessa di Arcigay Arezzo “Chimera Arcobaleno” - é un’occasione preziosa per approfondire il tema della violenza di genere in un’ottica LGBT+ e riflettere sulla rappresentazione mediatica delle donne e l’uso del linguaggio sessista nella comunicazione. Alle iscritte che arriveranno ad Arezzo per partecipare al progetto diamo il benvenuto nella nostra città e auguriamo buon lavoro”.

Il progetto Femminili Plurali Irregolari proseguirà, facendo tappa a Cosenza (14 settembre) e a Torino (28 settembre). I focus group di co-costruzione sono stati anticipati da un lavoro molto intenso che ha visto le partecipanti impegnate nell’attività di de-costruzione di una selezione di campagne di comunicazione sociale stampa e video contro la violenza di genere, mediante la loro analisi partecipata in rete con l’utilizzo della piattaforma Workplace e attraverso altri focus group in presenza.