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DEFINIAMO I CONCETTI:

Prima di poter parlare di fluidità sessuale, è necessario distinguere e chiarire concetti relativi alla sessualità che sono in realtà molto diversi tra loro:

  • L’identità di genere si può definire come ciascun individuo percepisce essere il proprio sentimento profondo di mascolinità o femminilità (chi sono, chi mi sento). Il ruolo di genere invece è tutto ciò che viene definito socialmente e culturalmente come maschile o femminile. Per questo, il ruolo di genere dipende dalle norme sociali.
  • L’orientamento sessuale si riferisce all’attrazione affettivo-sessuale di una persona nei confronti di un’altra (da chi sono attratto/a). Già a partire dal 1948 pionieri sessuologi come Kinsey, Martin e Pomeroy misero in discussione la considerazione dicotomica e statica dell’orientamento sessuale, allora considerato o esclusivamente omosessuale o esclusivamente eterosessuale. I veri cambiamenti però nella concezione dell’orientamento sessuale si verificarono a partire dagli anni ’70 (https://www.stateofmind.it/tag/gender/). A distanza di 30 anni dalla rivoluzione sessuale, negli anni 2000, la concezione dell’orientamento sessuale subì una grande modifica, venendo considerato come in continua evoluzione nel ciclo esistenziale dell’individuo, influenzato dalle sue esperienze sessuali, emotive, dalle interazioni sociali (Baumeister, 2000).
  • L’identità dell’orientamento sessuale è il riconoscimento e l’interiorizzazione del proprio orientamento con la conseguente auto-attribuzione di un’etichetta (omosessuale, pansessuale, asessuale, bisessuale, eterosessuale etc.)
  • L’identità sessuale è quindi un costrutto più ampio, multidimensionale, che sostanzialmente include tutti i concetti sopraelencati. L’identità sessuale è dunque come l’individuo si percepisce, in termini di orientamento sessuale e affettivo, di identità di genere e di ruolo di genere.

GLI STUDI:

Vari studi hanno mostrato come l’identità dell’orientamento sessuale sia non soltanto non dicotomica e piena di sfaccettature, ma anche come essa possa cambiare nel corso del tempo e in base alle proprie esperienze di vita.

Lisa Diamond, psicologa ricercatrice e femminista, nel 2008 ha pubblicato un importante studio longitudinale durato ben 10 anni (dal 1995 al 2005), relativo all’identità dell’orientamento sessuale. Secondo l’autrice, che parla di fluidità sessuale, la reattività sessuale non sarebbe affatto statica, ma varierebbe a seconda delle situazioni e nell’arco di vita. Ciò sarebbe secondo lei particolarmente vero per la sfera femminile. Analizzando infatti le interviste ripetute per 5 volte nel corso dei 10 anni su un campione di 100 donne (11 autodefinitesi eterosessuali, 38 lesbiche, 27 bisessuali e 24 non eterosessuali che preferivano non auto-etichettarsi) Diamond ha notato come più di due terzi delle donne hanno cambiato la propria definizione almeno una volta, preferendo spesso non auto-definirsi. Secondo L’autrice dunque gli orientamenti sessuali non possono essere considerati rigidamente fissati, ma multidimensionali e dinamici (Dèttore e Lambiase, 2011).

A differenza di quello che si riteneva in passato, anche la sfera maschile sembrerebbe mostrare un’attrazione sessuale fluida (Katz-Wise, 2014). In particolare secondo questo studio la fluidità nell’attrazione sessuale coinvolge il 64% delle donne e il 52% degli uomini. Questi studi presentano tuttavia numerose complessità, spesso relative allo stigma che comporta auto-definirsi non esclusivamente eterosessuali per gli uomini. In alcuni casi inoltre, anche non avere una definizione fissa della propria identità dell’orientamento sessuale può diventare oggetto di esclusione e di critica.

OLTRE LE ETICHETTE E LE DEFINIZIONI:

La fluidità non comprende soltanto l’identità dell’orientamento sessuale. La fluidità, probabilmente, comprende ogni sfaccettatura della sessualità, inclusa naturalmente la propria identità di genere.

L’esigenza di superare la ristrettezza dell’etichettamento e delle dicotomie eterosessuale/omosessuale o cisgender/transgender sta divenendo sempre più forte. Per questa ragione probabilmente sempre più persone decidono di definirsi “queer”, rifiutando la categorizzazione sia a livello di orientamento sessuale che di identità di genere. Proprio in quanto esseri umani siamo soggetti a continui cambiamenti. Le esperienze ci plasmano e contribuiscono a formare la nostra identità. Per questo motivo anche la nostra identità sessuale può essere in continua modifica, e questo senza che necessariamente la persona debba continuamente ri-etichettarsi.

In alcuni casi infatti, le etichette che ci auto-attribuiamo sembrerebbero porre un limite all’espressione della nostra identità sessuale, più che un’opportunità di definizione di sé.

La fluidità sessuale andrebbe così oltre le categorizzazioni, consentendo all’individuo un maggiore spazio nel costruirsi e nell’esplorare la propria identità sessuale, senza rischiare di sentirsi “sbagliati” qualora non vi fosse la “corrispondenza” perfetta ad una determinata categoria. Ciò potrebbe lasciare alla persona la libertà di scegliere le proprie sfumature di colore preferite, tra le infinite tonalità racchiuse nell’arcobaleno.

BIBLIOGRAFIA:

  • Baumeister, R.F. (2000). Gender Differences in Erotic Plasticity: The Female Sex Drive as Socially Flexible and Responsive. Psychological Bulletin, 126, 3, 347-374.
  • Dèttore, D., & Lambiase, E. (2011). La Fluidità Sessuale. La varianza dell’orientamento e del comportamento sessuale. Milano: McGraw-Hill.
  • Diamond, L.M. (2008). Female Bisexuality From Adolescence to Adulthood: Results from a 10-Year Longitudinal Study. Developmental Psychology, 44, 1, 5-14.
  • Diamond, L.M. (2008). Sexual Fluidity. Understanding Women’s Love and Desire. London: Harvard University Press.
  • Katz-Wise, SL. (2014). Sexual fluidity in young adult women and men: Associations with sexual orientation and sexual identity development, Psychology and Sexuality, 6(2): 189-208